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Come fare per... Come fare per...

Recupero crediti civili e penali Recupero crediti civili e penali

DOVE SI TROVA – RECAPITI E ORARI

Sede: via Luigi Carlo Farini, 1 – 40124 Bologna

Ubicazione ufficio: primo piano - stanze nn. 5.74, 5.75a, 5.76, 5.81.

Tel: 051 2752029 – 2030 – 2031 - 2032 – 2034

Fax: 051 2752119

e.mail: urc.tribunale.bologna@giustizia.it

Giorni ed orari di apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 12.30.

Responsabile: dott.ssa Rossella Turco Direttore Amministrativo – Tel: 051 2752034

PRINCIPALI MATERIE DI COMPETENZA

  • PRIMA DEL 25 settembre 2013, data di attivazione della convenzione con Equitalia Giustizia S.p.A., l'Ufficio effettuava:
  • il recupero, nel settore penale, delle pene pecuniarie e delle spese di giustizia, dovute dai condannati a seguito di sentenze e decreti penali;
  • il recupero delle eventuali spese anticipate dall'Erario durante il procedimento nei confronti dei soggetti tenuti al pagamento (liquidazione compensi in favore di Periti, Custodi, Interpreti, Testimoni, etc.),
  • il recupero del contributo unificato nelle cause civili,
  • le iscrizioni a ruolo e successivi adempimenti amministrativi
  • DAL 25 settembre 2013, data di attivazione dell'attuale convenzione, la quantificazione, l'iscrizione a ruolo e la riscossione dei crediti di giustizia a favore dell'Erario è delegata a Equitalia Giustizia S.p.A. L'Ufficio Recupero Crediti presso il Tribunale di Bologna svolge invece le attività di preparazione della documentazione processuale necessaria alla determinazione del credito, di trasmissione degli atti a Equitalia e il monitoraggio della riscossione dei crediti.

Altre attività:

  • comunicazioni con le Questure per certificazioni utili al rilascio del passaporto
  • Iscrizioni al Casellario Giudiziale dell'avvenuto pagamento delle pene pecuniarie
  • Registrazioni pagamenti presso Equitalia S.p.A.
  • Verifica rateizzazioni disposte dal Magistrato di Sorveglianza
  • Certificazione pene/spese al Tribunale di Sorveglianza per REMISSIONI del debito e RIABILITAZIONI

EQUITALIA GIUSTIZIA - COS'E'

Equitalia Giustizia è una società per azioni incaricata per legge (art. 1, commi 367 ss. legge n. 244/2007) della gestione dei crediti di giustizia.
In particolare, Equitalia Giustizia, sulla base della documentazione trasmessa dagli uffici giudiziari, deve:

  • acquisire i dati anagrafici dei debitori;
  • quantificare ed iscrivere a ruolo il credito;
  • curare le procedure successive per la riscossione.

Per quanto riguarda il contributo unificato, prima dell'iscrizione a ruolo Equitalia Giustizia notifica al debitore un invito a pagare entro 30 giorni con il mod. F23 allegato allo stesso invito. In caso di mancata adesione a questo invito, Equitalia Giustizia procede alla notifica del conseguente provvedimento sanzionatorio, nonché all'iscrizione a ruolo sia del contributo unificato, sia della sanzione.

Le modalità di svolgimento del servizio sono regolate da una convenzione con il Ministero della Giustizia, sottoscritta il 23 settembre 2010.
Tale convenzione si applica ai crediti relativi   alle spese e alle pene pecuniarie, conseguenti ai provvedimenti passati in giudicato o divenuti esecutivi, nonché alle spese relative al mantenimento in carcere per condanne, per le quali sia cessata l'espiazione della pena.

PAGAMENTI

Non è possibile pagare tramite modello F23 direttamente all'Ufficio del Tribunale, ma occorre effettuare i versamenti ad un qualsiasi sportello di Equitalia S.p.A.

Gli sportelli sono visualizzabili sul sito di equitalia:

LA CARTELLA DI PAGAMENTO

Nel sito di Equitalia è possibile trovare una dispiega della cartella di pagamento:

ANNULLAMENTO/SOSPENSIONE

E' possibile richiedere l'annullamento e/o la sospensione del pagamento tramite i moduli presenti presso la società Equitalia S.p.A.

La Legge n. 228 del 24 dicembre 2012, ha introdotto un'importante novità in materia di riscossione:

"l'annullamento automatico" degli avvisi di accertamento e delle cartelle di pagamento illegittimi, sulla base di un'autodichiarazione presentata dal contribuente che rileva decadenze, prescrizioni o altre cause di non esigibilità:

sito di Equitalia.

Art. 1 c. 537-543 della legge n. 228/2012

Entro il termine di dieci giorni successivi alla data di presentazione della dichiarazione di cui al comma 538, il concessionario per la riscossione trasmette all'ente creditore la dichiarazione presentata dal debitore e la documentazione allegata al fine di avere conferma dell'esistenza delle ragioni del debitore ed ottenere, in caso affermativo, la sollecita trasmissione della sospensione o dello sgravio direttamente sui propri sistemi informativi. Decorso il termine di ulteriori sessanta giorni l'ente creditore è tenuto, con propria comunicazione inviata al debitore a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o a mezzo posta elettronica certificata ai debitori obbligati all'attivazione, a confermare allo stesso la correttezza della documentazione prodotta, provvedendo, in paritempo, a trasmettere in via telematica, al concessionario della riscossione il conseguente provvedimento di sospensione o sgravio, ovvero ad avvertire il debitore dell'inidoneita' di tale documentazione a mantenere sospesa la riscossione, dandone, anche in questo caso, immediata notizia al concessionario della riscossione per la ripresa dell'attivita' di recupero del credito iscritto a ruolo.

RICHIESTE DI RATEIZZAZIONE

Il debitore in disagiate condizioni economiche, ovvero temporaneamente impossibilitato a pagare in un'unica soluzione le spese processuali, può essere ammesso al beneficio della dilazione e/o rateizzazione del pagamento.

La domanda di rateizzazione delle spese processuali va rivolta ad Equitalia S.p.A.

La rateizzazione può essere:

  • ordinaria fino a un massimo di 72 rate mensili (6 anni);
  • straordinaria fino a un massimo di 120 rate mensili (10 anni) nei casi di grave e comprovata difficoltà legata alla congiuntura economica (documentazione da allegare.

Per importi fino a € 50.000 non occorre allegare documentazione che dimostri la situazione di temporanea difficoltà economica.

Per importi superiori a € 50.000 occorre, invece, allegare documentazione che dimostri la situazione di temporanea difficoltà economica

La competenza a concedere la rateizzazione delle pene pecuniarie (multa e ammenda) è esclusivamente del magistrato (articolo 133-ter codice penale ed articolo 660 codice procedura penale).

Se in sentenza (o nel decreto penale) di condanna non è disposta la rateizzazione della pena pecuniaria, il debitore può presentare istanza di rateizzazione al Magistrato di Sorveglianza competente per il luogo di residenza o di domicilio del richiedente (se non è detenuto;  art. 677 c.p.p.).

L'istanza va rivolta al TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA del luogo di residenza.

Per l'Emilia Romagna, gli uffici di sorveglianza si trovano a Bologna, Modena e Reggio Emilia.

Il Tribunale di Sorveglianza di Bologna ricomprende, oltre alla provincia di Bologna, anche le province di Forlì Cesena, Rimini, Ravenna, Ferrara, Parma e Piacenza.

Il Tribunale di Sorveglianza di Bologna si trova in Via Farini 1 40124 Bologna tel.051 201111, dove si può trovare anche la modulistica del caso.

Le spese processuali e quelle  di mantenimento in carcere sono, inoltre,  rimettibili per  chi si trovi in disagiate condizioni economiche. 

REMISSIONE DEL CREDITO

La persone che sono state condannate anche se non internate e gli internati possono fare richiesta di remissione del debito.

Se l'interessato non è stato detenuto o internato, può essere rimesso il debito per le spese del processo a condizione che:

  • si trovi in disagiate condizioni economiche; 
  • abbia tenuto una regolare condotta in libertà.

Se l'interessato è stato detenuto o internato, può essere rimesso il debito per le spese del processo e per le spese di mantenimento in carcere a condizione che:

  • si trova in disagiate condizioni economiche; 
  • abbia tenuto in istituto una regolare condotta.

La pena espiata in regime alternativo al carcere è equiparata alla pena detentiva.

Attraverso la remissione del debito lo Stato, in presenza di certe condizioni, rinuncia alla riscossione dei crediti nei confronti dei condannati per le spese processuali e di mantenimento in carcere.

La remissione non opera invece su pene pecuniarie (multe e ammende) e su Cassa Ammende.

Art. 6 D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 Testo Unico in materia di spese di giustizia - art. 106 del D.P.R. 30 giugno 2000, n. 230, Regolamento recante norme sull'ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà.

La domanda va presentata al magistrato di sorveglianza competente e cioè:

- se l'interessato è detenuto o internato, il magistrato di sorveglianza che ha giurisdizione sull'istituto in cui il soggetto si trova ristretto al momento della richiesta

se l'interessato è in stato di libertà, il magistrato di sorveglianza che ha competenza sul luogo in cui l'interessato ha la residenza anagrafica o, comunque, il domicilio.